RICORDANDO ALDA MERINI

Un anno è passato.Un anno da quando ci hai lasciati :  orfani  ma non soli .Tuoi figli ,tuoi adepti, tuoi untori. Alda tu non sei morta, in te c’è sempre stata un’urgenza immortale.Ricordo la prima volta che ti lessi  tanto tempo fa,quasi per caso ,come se il destino mi avesse condotto a te.Lì ,nel reparto poesie della mia libreria di riferimento,vengo attratta da questo bizzarra raccolta dal titolo insolito “Ballate non pagate”.E’ stato una folgorazione.In te ho trovato il sapore ,l’odore, il colore della poesia.Le  hai dato forma, l’hai resa umana,intrisa di sangue e ossa,violenza e compassione, pazzia e saggezza.E bellezza.Una bellezza moderna con tratti assolutamente antichi ma mai stanchi .Come assolutamente senza appello tu sei stata .Non ammettevi repliche nella tua personale ricerca,non accettavi condizionamenti in questa vita interamente vissuta.I tuoi amori ,ah le tue maledette ,uniche ,insuperabili cronache d’amor vinto tra i vinti.Mi manchi Alda e rimpiango quel treno mai preso per venire da te.Pochi kilometri ci separavano ma mai ho osato, il mio non sapere mi ha tenuto lontana da te.Te che per me eri l’Unica e tale rimani.Ora che sei lì ,nell’olimpo dei Poeti,a scrivere  tra gli angeli ,ora penso che tra di noi sarebbe bastato uno sguardo ;il tuo sguardo pieno d’amore e di follia.

SUPERBA E’ LA NOTTE

La cosa piu’ superba è la notte quando cadono gli ultimi spaventi e l’anima si getta all’avventura.Lui tace nel  tuo grembo come riassorbito dal sangue che finalmente si colora di Dio e tu preghi che taccia per sempre per non sentirlo come un rigoglio fisso fin dentro le pareti.

UN AMICO da Clinica dell’Abbandono

Cos’è un amico? Un ammasso di carne con dentro un filo d’anima che ti guarda con mille occhi e ti senti perseguitato.Non è amore soltanto,è uno che ha capito che il vero nemico dell’uomo è la vita e la vuole strangolare, e uccide anche te,per confusione d’amore.

ELOGIO ALLA MORTE da Ipotenusa D’Amore

Se la morte fosse un vivere quieto,un bel lasciarsi andare,un’acqua purissima e delicata o deliberazione di un ventre ,io mi sarei gia’ uccisa.Ma poichè la morte è muraglia, dolore, ostinazioneviolenta,io magicamente resisto.Che tu mi copra di insulti,di pedate,di  baci,di abbandoni,che tu mi lasci e poi torni senza un perchè o senza variare di senso nel largo delle mie ginocchia,a me non importa perchè tu mi fai vivere,perchè mi ripari da quel gorgo di inaudita dolcezza,da quel miele tumefatto e impreciso che è la morte di ogni poeta.

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