Piccolo racconto di vita

Avevo la pasta sul fuoco in cucina,quando squillo’ il telefono.Alla radio davano La gazza ladra di Rossini,il sottofondo musicale ideale per prepararsi un piatto di spaghetti,e io l’accompagnavo fischiando .Fui tentata di non rispondere ,gli spaghetti erano quasi cotti,e Claudio Abbado stava giusto per portare l’orchestra filarmonica di Londra all’apice dell’intensita’ drammatica.Pazienza,mi rassegnai ad abbassare il fuoco,andai nel soggiorno e sollevai il ricevitore.”Pronto” dissi ,”pronto pronto pronto?”Un brivido pervase la mia schiena,la paura ,come una lama tagliente,mi penetro’ tanto da farmi scivolare di mano la cornetta del telefono.Quanto tempo era passato? Dieci anni forse ma il ricordo mi riporto’ in un luogo senza tempo,dove la memoria non ha giorni formati da 24 ore ma solo dolore,indissolubile.Era bastata una telefonata senza risposta, per riportare tutto violentemente alla memoria, qualcosa che mai era stato cancellato.

Con Fabrizio fu subito amore,almeno allora  credevo che quello fosse il nome da dare al sentimento che sentivo.Un impasto di tenerezza e disperazione che si leggeva nei suoi occhi,mi aveva fatto innamorare.Avevo poco piu’ di 20anni e nessuna esperienza,solo una spiccata tendenza a cercarmi guai.Ovviamente tutto questo lo capii piu’ tardi,dopo che qualcuno mi ripesco’ dal buco nero nel quale mi aveva imprigionata.

Fabrizio e il suo carattere possessivo Fin dai primi contatti,questo anzichè pormi domande,mi faceva sentire importante.Finalmente qualcuno che mostrava interesse per me e me lo dimostrava.Fabrizio e la sua gelosia:oddio quanto mi ama,pensavo.Nessuno mi aveva mai amato così:era un amore esclusivo.Quasi non me ne resi conto ,la gelosia divento’ rabbia,la discussione, violenza verbale.Il  breve passo dalla spinta , benevola, allo schiaffo fu quasi annunciato.All’inizio mi ribellai,me ne andavo ,lo lasciavo ma lui ritornava e piangendo mi chiedeva scusa .Giurava che non l’avrebbe piu’ fatto se solo io mi fossi comportata meglio.Se solo avessi capito il suo amore,se non avessi sorriso agli uomini per strada, se non avessi aperto al postino ,se se se….Mi aveva annientata.Ormai me le prendevo tutti i giorni, non  c’era piu’ bisogno del pretesto ,botte e basta.Finchè un giorno,sicuro di avere un sacco da boxe,esagero’ . Mi colpi’ talmente tanto da farmi svenire.Quella sera capii che mi avrebbe uccisa.Il giorno dopo andai in ospedale,mi feci medicare e lo denunciai.

L’unica cosa che mi era rimasta era la speranza di sparire,di rifarmi una vita solo per poterla vivere,di non essere rintracciabile.Lui aveva giurato che me l’avrebbe fatta pagare,che avrei pagato la vergogna di averlo messo alla berlina,processato e condannato.Sapevo che avrebbe mantenuto quella promessa e me ne ero andata via.Il piu’ lontano possibile, per cercare di placare il mio terrore ed aggiustare la mia anima.

Come un automa ritornai in cucina.Mentre gettavo la pasta  pensavo agli ultimi anni trascorsi,quasi tranquilli.Ora avrebbero subito la stessa sorte :giu’ per la tazza del water.Anni e spaghetti buttati via.  Aprii l’armadio e cominciai a preparare le valige.

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10 risposte a Piccolo racconto di vita

  1. ELENA ha detto:

    Ma da dove l’ hai copiata ? Sei bravissima! Ho sempre saputo della tua passione per la scrittura ma non immaginavo che tu fossi così capace. Se questi sono gli esordi e con la sensibiltà che dimostri di avere, tra un po’ sarai pronta per scrivere quel famoso libro dove nei ringraziamenti ci saremo io e Romina. Accetta il mio commento considerando il fatto che io sono una lettrice media e quindi non molto esperta e che il mio giudizio è più legato ai sentimenti che alla tecnica. Saluti e baci. Elena.

  2. irisilvi ha detto:

    Elena ti avevo chiesto di fare una critica non di affossarmi!!!! Non l’ho copiato ed è una cosa veramente mediocre….comunque grazie ,ci contavo!
    (non scrivero’ mai libri ,lo sai)

  3. Walter ha detto:

    Bello! Si legge tutto d’ un fiato, come un buon bicchiere di vino rosso!
    Mediocre? Dai! Non essere feroce con te stessa.
    Come non scriverai libri? Mai dire mai.
    libro….libbro….libbbro….libbbbbbro…

  4. irisilvi ha detto:

    Ti prego Walter…abbi pieta’ di me….

  5. marisamoles ha detto:

    Se il racconto è autobiografico, è scioccante. In ogni caso non è mediocre, è scritto bene e con il cuore, che è la cosa più importante. Se posso fare un’osservazione, dovresti stare più attenta alla punteggiatura e agli spazi. Ma sono solo dettagli. 🙂

    Se pubblicherai un libro, eventualmente mi offro come correttore di bozze. 😉

    Un abbraccio

  6. irisilvi ha detto:

    Grazie Marisa ,specialmente per i suggerimenti(prof sto cercando di migliorare)
    Per mia fortuna non è autobiografico ,solo un esercizio per il corso di scrittura creativa.
    Tra le mie tante incertezze di una sola cosa sono certa:non scrivero’ mai un libro.Non ne sono capace.
    Gli spazi me li impone sto coso, che non so gestire, appena tento di andare a capo…..un bacio grande

  7. Lu ha detto:

    spazi e punteggiatura… questa l’ho già sentita 😛
    Brava Silvi, mi è piaciuto.
    Bacio!

  8. irisilvi ha detto:

    Pure tu a fare il professorino!!!!!!Anzi vieni qua presto che mi aiuti a trovare il sistema per modificare gli spazi.(le ho provate tutte….)

  9. mauroarcobaleno ha detto:

    LE PRIME 4 RIGHE sono l’incipit di un romanzo di Murakami Haruki, per la cronaca.

  10. irisilvi ha detto:

    Tra i commenti spiego che è un esercizio di scrittura creativa.L’incipit non sapevo fosse di Murakami Haruki,per la cronaca la ringrazio.

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