Il canto del mare

Ritorno a Ischia.Come il canto delle sirene ne subisco il suo richiamo,il suo fascino.Affetti mi aspettano e pure qualche dolore.Le cose della vita fan piangere i poeti cantava Venditti …ed io andro’ a salutare qualcuno che  ci ha lasciato per andarsene lì,dove l’ineluttabile avviene.

Ho sempre pensato che il destino abbia molti aspetti e molteplici vie.Il mio destino si chiama mare.Da sempre i ricordi mi portano verso l’immenso azzurro.Ho sempre risposto al suo invito  sebbene alcune paure non mi abbiano permesso di viverlo fino in fondo.Destino crudele :ti porta verso la Via e poi ti inganna annientandola.

E’ il tempo che si ferma oppure siamo noi che diamo una dimensione diversa al vivere,al senso della vita?Questi pensieri accompagnano solitamente  il mio peregrinare solitario  lungo le vie isolane, spazzate dal vento che ,con il suo fresco  soffio  si porta via tutto il grigiore cittadino,dal mio viso e dalla mia anima.I passi si fanno lenti e arditi i sogni:come sarebbe poter vivere assieme al grido degli uccelli marini?come sarebbe addormentarsi con il canto del mare e risvegliarsi all’ incedere perpetuo delle onde?

Il fascino forte e contemporaneamente dolce  dell’isola ,dei suoi confini segnati dall’acqua e dal cielo,dalla sensazione di pace intrisa di melanconia allo stridio dei gabbiani,al vento che si insinua tra i capelli ,alla sua voce antica,come un lontano ritorno di voci perdute nella memoria,non lascia spazio ad altro.Oltre il desiderio ,oltre la passione ,oltre il tremare di teneri ricordi.

La magia dell’isola ti porta dove solo un cuore impavido e ardito osa.

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Una risposta a Il canto del mare

  1. Lu ha detto:

    Vengo anch’io!!! 🙂
    Ho paura di andare in certi posti perchè poi mi succede sempre che non vorrei tornare.
    Soprattutto quando faccio un viaggio in moto.
    Mi è successo di fare qualche lacrimuccia in ufficio pensando ai panorami, alla pioggia, ai profumi e i colori alle persone incontrate, alle lingue sconosciute a una moneta diversa dalle mia, al vento, al mare, a non sapere esattamente dove sono e da che parte devo andare, alle montagne, alla tenda nel bosco, alla pipì dietro l’albero, al male ai piedi e al sedere appiattito, ai chilometri stanchi, alle zimmer frei e ai B&B, alle colazioni in case sconosciute, a un bicchiere di vino seduto su un molo che se vuoi ricordo la strada per andarci a colpo sicuro ma di cui non ricordo il nome.
    Che guaio 🙂

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