Corrispondenza d’amorosi sensi

Uffa che palle! La giornata cominciava sotto i migliori auspici…. la moca aveva rovesciato tutto il suo contenuto, mi ero scottata mezza mano nel tentativo di rimediare e, dulcis in fundo,il telefono suonava. Alle sette del mattino chi mai avrà l’ardire di chiamare? Sicuramente qualcuno che ha sbagliato. Nessuno si sognerebbe di chiamarmi, ne rimarrebbe gran poco della conversazione. Qualche grugnito accompagnato da lunghi sbadigli accompagnò il mio pronto. -Sei sveglia?- chiese Anna la mia amica detta anche novella 2000- si, più o meno – risposi ancor piu’ irritata. – Bene allora mettiti tranquilla perché ho una notizia ….. – cinguettò. Non avevo nessuna intenzione di ascoltare cazzate alle 7 e 10 di un banale lunedì ma non mi veniva in mente nulla per mettere giù. La casa sta prendendo fuoco… la mia vicina tenta di buttarsi dal primo piano…. il postino suona sempre due volte…. Nel tentativo di trovare una scusa, che somigliasse a qualcosa di concreto, mi ero  persa completamente il senso di quel turbinio di parole che Anna continuava a sciorinare. Un nome ripetuto più volte, mi svegliò  di botto. – Alberto è in città, è tornato in Italia –

Avevo bisogno di riordinare le idee, capire perché ancora mi facesse effetto, dopo 15 anni. Non contava più nulla per me, era solo un ricordo sbiadito. Cosa mi riportava indietro? Non certo il dolore, non la rabbia ormai sopita. Forse il ricordo. La vana possibilità delle parole non dette. Questo pensiero quietò la mia anima, lasciandomi un vago sentimento di rivalsa. Ora mi sentivo più forte, più sicura e decisamente non  coinvolta sentimentalmente. Ero pronta, se mai mi avesse cercato.

Buffo come funzioni la nostra mente, anzi com’è che funziona? Chi muoverà i fili della nostra storia, della memoria? Quali forze, ignote ai più,fanno si che ciò che tanto hai bramato poi non ti interessi. Quali meccanismi ancestrali ci guariranno? Si, perché di malattia stiamo parlando. Ero affetta da sindrome amorosa.

Mi sforzavo di ricordare, ripercorrere quei momenti passati, ma era come se qualcuno con una gomma avesse cancellato tutto. Mi rimaneva solo l’addio: un addio fatto di giorni. Infatti non ci accontentammo di lasciarci come ora ci si lascia. Adesso basterebbe un sms, una disinvolta telefonata “non ti voglio più , non ci vogliamo piu'”. Invece noi no. Per lasciarci abbiamo sezionato il nostro rapporto, mi sono fatta vivisezionare. Abbiamo pianto, riso, fatto all’amore. In tutto quel turbinio di angosce mortifere, fare l’amore rimaneva l’unica possibilità di vita. La passione, reale consistenza della nostra storia. Sarà stata una storia di sesso trasformata da me medesima in un fantomatico romantico amore – a trascinarci tra le lenzuola, dove la corrispondenza d’amorosi sensi, ci lasciava sfiniti – Quell’amore anelato, infantile, con nessuna possibilità di crescita. Non ce n’era bisogno.

Ora avevo capito: non volevo più ritornare sull’argomento. Parole andate via, trascinate nello scarico del tempo, che nulla avrebbe potuto modificare. Ciò che é stato è stato. Non si può cambiare il corso della nostra vita e nemmeno rimanerne ancorati. La strada da percorrere é ancora lunga, non ci si possono permettere devianti soste. Nemmeno per lui, specialmente per lui.

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2 risposte a Corrispondenza d’amorosi sensi

  1. fausta68 ha detto:

    Ho letto sul blog di Pino Scaccia quello che hai scritto su Barbara, parole così calde di umanità, e sono venuta a cercarti.
    Il solo fatto di trovare subito una frase di Alda Merini mi ha fatto capire che avevo trovato qualcosa di bello.
    Se non ti dispiace continuerò a seguirti.
    Fausta

  2. irisilvi ha detto:

    Cara Fausta sei la benvenuta.Grazie per le bellissime parole.Oggi sono molto triste per Barbara.Mi sembra di averle dato un degno saluto.Se lo meritava.
    Inseriro’ pure da me il post che Pino Scaccia ha pubblicato.Ne sono onorata.

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