Continua il massacro di blogger e giornalisti in Messico

Messico, la strage dei blogger

I narcotrafficanti uccidono chi scrive in rete contro
di loro. Ma anche la stampa tradizionale è nel mirino

Messico, la strage dei blogger

I narcotrafficanti uccidono chi scrive in rete contro
di loro. Ma anche la stampa tradizionale è nel mirino

I due blogger trovati appesi a un ponte
I due blogger trovati appesi a un ponte

WASHINGTON – Marisol Macias Castaneda era conosciuta come “la ragazza di Laredo” e faceva la giornalista nel giornale messicano “Primera Hora”. E’ stata sequestrata e decapitata dai narcos che hanno lasciato accanto al suo cadavere un messaggio: “Per coloro che non vogliono credere, questo è accaduto per le mie azioni, perché credo nell’esercito e nella Marina”. Sotto la firma dei Los Zetas. Per la polizia la donna è stata assassinata in quanto scriveva su un social network – “Nuevo Laredo en vivo” – che raccoglieva le segnalazioni sui banditi da parte dei cittadini e lei stessa “postava” informazioni sulle organizzazioni criminali presenti nella regione al confine con il Texas.

DUE BLOGGER UCCISI – L’assassinio di Marisol segue quello di altri due blogger trovati torturati e appesi ad un ponte di Nuevo Laredo. I loro assassini li hanno accusati di collaborare con le autorità perché – come la donna – frequentavano i social network dedicati al crimine. Da quando in Messico è esplosa la narco-guerra, sono diversi i siti pronti a raccogliere le soffiate sulle attività delle gang. Alcuni sono legati al mondo dei media, altri sono gestiti dalla Procura, altri ancora hanno origini meno chiare. Non appena si è sparsa la notizia dell’omicidio di Marisol, in molti hanno inviato messaggi per esprimere solidarietà con la vittima ma pochi hanno espresso sorpresa. Uno ha scritto: “Ragazza, perché ti non sei comprata una pistola?”. La grande popolarità dei blog è legata anche alle difficoltà della stampa tradizionali. I giornalisti sono oggetto di minacce, ci sono stati attacchi contro le sedi di quotidiani e tv e solo quest’anno sono stati assassinati 8 reporter (74 dal 2000). Una situazione complessa segnata lo scorso anno da un episodio clamoroso: il direttore di un giornale ha scritto un fondo chiedendo ai narcos una tregua e quali notizie poter pubblicare.

 

MUNDONARCO – Alcuni blog, oltre a informare, sono diventati – in modo più o meno consapevole – lo strumento della propaganda dei cartelli in quanto mettono in rete tutto ciò che ricevono. “Mundonarco”, tanto per citarne uno, pubblica foto e video dove sono documentate le crudeltà come gli omicidi delle gang. Materiale che può arrivare dalla polizia ma soprattutto dagli stessi autori dei massacri. Appena 24 ore fa è apparso un filmato dove si assiste alla decapitazione di due uomini con una motosega e un coltello. Per questo, quando sono stati trovati i cadaveri di due “twitteros” qualche esperto di crimine – specie negli Usa – ha mostrato cautela sul movente. Il fatto che i narcos sostengano che li abbiano uccisi per le delazioni fatte, affermano, non significa che sia quella la vera ragione.Guido Olimpo da Corriere.it

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Una risposta a Continua il massacro di blogger e giornalisti in Messico

  1. fausta68 ha detto:

    Stiamo su una brutta china……speriamo bene…..

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