Ma cosa si festeggia?

Si vero, l’8 Marzo quando avevo 20anni assumeva una forte connotazione rivendicativa.Andarsene per la citta’ con la mimosa era lanciare un chiaro messaggio simbolico.Erano gli anni del femminismo,quando si tentava di modificare una ferrea legge patriarcale che relegava la donna a ruoli subalterni,secondari ,essendo nata da una costola di Adamo.Erano gli anni di Porci con le ali e Dalla parte delle bambine passando attraverso i Diritti delle donne,avvocatesse famose come Tina Lagostena Bassi assumevano la difesa delle donne in processi per stupro, passati alla storia, come il massacro del Circeo.Insomma erano anni di fermenti,anni che avrebbero potuto cambiare la nostra storia?

Spesso mi chiedo cosa ne sia rimasto di noi ,dei nostri sogni ,di quello che allora pensavamo avremmo potuto divenire.Cosa ne è rimasto di questa pseudo festa ,talmente tanto umiliata da provarne vergogna.L’emancipazione della donna è passata come scimmiottamento al maschile,attraverso una discutibile liberta’ sessuale, senza avere una propria identita’,averla cercata,discussa,elaborata,un’identita’ al femminile  che ci potesse  distinguere dal classico atteggiamento prevaricatorio di atavico insegnamento.

Pure l’8 Marzo come ci era stato raccontato abbiamo scoperto essere una bufala.Non esiste,è un falso storico ,non c’è traccia del famoso incendio in cui morirono 129 operaie americane chiuse dal padrone in una filanda di New York (o di Chicago)? Anche la mimosa è un ‘ invenzione recente, del dopoguerra: un fiore povero e disponibile scelto dalle romane per caratterizzare la festa ).E allora che cosa dovremmo festeggiare?I continui soprusi e discriminazioni che fanno parte dell’essere l’altra meta’ del cielo? Oppure toccare il culo ai camerieri di una pizzeria o mettere i soldi negli slip durante uno striptease al maschile….basta che la festa continui.

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3 risposte a Ma cosa si festeggia?

  1. laurin42 ha detto:

    Mi piacciono le mimose. Il loro colore giallo dorato e luminoso è l’annuncio della primavera
    Non mi piacciono le celebrazioni che accontentano la coscienza di chi di coscienza ne ha poca.
    Mi piacciono le mimose. Il giallo dorato si accende al primo calore del sole di stagione.
    Non mi piace che si divida l’umanità in categorie.
    Mi piacciono le mimose. Spontaneamente offrono il loro profumo inebriante.
    Non mi piace che si creino delle categorie incasellate per sempre in un luogo senza sfumature.
    Mi piacciono le mimose. I fiori sono soffici, impalpabili eppure consistenti.
    Non mi piace che si voglia ricordarmi chi sono e cosa faccio un giorno all’anno.
    Mi piacciono le mimose.
    Mi piacciono tutti i fiori e i loro colori, mi piace la natura che spontaneamente offre colori e profumi da sempre e per sempre.
    Mi piace credere che l’umanità intera, pur con le sue diversità, cammini insieme in armonia
    per costruire il futuro.
    Ieri, oggi e domani.

    Love L

  2. Walter ha detto:

    Che si festeggia? La Donna? La Donna con la D maiuscola è ben differente dalla femmina, così come l’Uomo dal maschio.
    Personalmente di Uomini e Donne ne conto, che son meno delle dita delle mie mani. E in queste dita, io non mi ci trovo. Così come non mi ci trovo in atteggiamenti consuetudinari, da pseudo bon ton e galateo internazionale che vanno in contrasto e anacronismo con il ragionare per antagonismo, se fatti con segno di distinzione tra il mondo maschile e femminile.
    Non c’ è niente da fare, l’ uomo è diverso dalla donna. Per fisiologia, per aspirazioni e vocazioni.
    E’ giusto che sia così. L’ importante è non cadere nell’ errore di valutare le differenze come qualità prevaricanti sui due sessi.
    L’ uomo non è migliore della donna e viceversa. Si completano, si fondono in un’ unica aspirazione e vocazione. Se lo vogliono fare, assieme, devono per forza adeguarsi l’ uno all’ altro, altrimenti ognuno per la sua strada, da soli.
    Molte conquiste sono state raggiunte dalla donna, non si può negare. Non ovunque, ma alcune cose richiedono tempo. L’ assuefazione al giusto, come un processo di disintossicazione. Molte altre conquiste vanno fatte: il burkha, l’ infibulazione, l’ adeguamento concreto alla parità professionale. Va fatto insieme, non per contrapposizione.
    E va fatto in tutto il mondo. Ottenerlo solo in pochi paesi, è poco, anche se è un inizio promettente e positivo.
    Oggi è il 9 Marzo.
    A voi donne non faccio auguri ipocriti, vi dedico questo stralcio di Lettera di Giovanni Paolo II, da “leggere” fuori dal contesto religioso, ma che trovo adatto e significativo. Lo faccio mio e ve lo dono, in segno di auspicio. Ci aggiungo anche un sorriso, che non guasta mai. 🙂

  3. ceglieterrestre ha detto:

    Le donne quelle vere, non hanno bisogno di far festa hanno bisogno di rispetto. Un caro saluto

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