Il senso della notte

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Non so quale visione o quale pensiero abbia fatto si che pure in questo luogo, che doveva rimanere maledettamente mio, non mi sentissi perfettamente a mio agio. Casa mia ho sempre pensato invece era squallida ipocrisia. Vero che mai mi sarei sognata di scrivere se non dietro suggerimento, e giù  un altro equivoco: io non scrivo,mi parlo addosso. Nel frattempo ho iniziato a visitare strani luoghi simile al mio ma molto più modaioli e ben frequentati. Le mie ricette stralunate di ricerca personale ne risentivano ed il mio ego insieme… Povero Narciso colpito proprio mentre si stava specchiando… Non posso negare che ho imparato molto, qualcuno potrebbe obiettare, ma io ne sono convinta e mi basta.Tra alcune cose strampalate che ho tentato di imitare in questo caos creativo è lo ” stato d’attesa”. Aspettare, prima di scrivere, che fosse passato un certo tempo da ciò che si era scritto precedentemente. Fa figo. Ti da il senso del valore che ti aspetti venga riconosciuto. Io no, in realtà cercavo solo il senso della notte. Quel momento in cui ti ritrovi con te stessa e non puoi mentire, non ti puoi celare dietro convenevoli dettati dal tuo essere nel mondo, quando tutto attorno è solo ciò che sei, veramente te stessa, magari balorda ma sei tu.Quando puoi chiudere con il giorno e con quell’altra tu, non molto diversa nelle sembianze e negli atteggiamenti, solo più vera. Mi sono lasciata influenzare. Più che la mancanza di tempo, la stanchezza del lavoro, le sinapsi inceppate dagli ormoni ammaccati , più di ogni altro argomento potè quel minuscolo passaggio quotidiano di sparuti erranti. Pensare che ho letto pure Erri De Luca che scorraggia al darsi alla scrittura ma… mi verrebbe da rassicurarlo. Ora non mi interessa, scrivo per me, non ho nessun altro obiettivo se non migliorare me stessa. Non voglio essere letta, la mia non è scrittura ma autoanalisi e voglio essere lasciata sola in questo esercizio. Potrei tenere un diario ma non l’ho mai fatto ed ora non ho più nemmeno l’età.

Comunque vada la tua scrittura, che sia

gradita o ignota, difendine il diritto

per chiunque. E se ti costerà, pagane

allegro il prezzo, sei scrittore e hai la

responsabilità civile della libertà della

pubblica parola… Contrasta ovunque

la censura, fai il bravo calzolaio e

difendi il diritto di libero camminatore.

Sia questo il sacro per te: la libera parola scritta,

detta, cantata, recitata, in ogni luogo pubblico.( Erri De Luca)

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