La mia vita spettinata ( da Mafalda)

Da qualche tempo, ho imparato che bisogna lasciare che la vita ci spettini, perciò ho deciso di vivere la vita con maggiore intensità. Il mondo è pazzo. Decisamente pazzo.. Le cose buone, ingrassano. Le cose belle, costano. Il sole che ti illumina il viso, fa venire le rughe. E tutte le cose veramente belle di questa vita,spettinano… Fare l’amore, spettina. Ridere a crepapelle, spettina. Viaggiare, volare, correre, tuffarsi in mare, spettina. Togliersi i vestiti, spettina. Baciare la persona che ami, spettina. Giocare, spettina. Cantare fino a restare senza fiato, spettina. Ballare fino a farti venire il dubbio se sia stata una buona idea metterti i tacchi alti stanotte, ti lascia i capelli irriconoscibili… Quindi, ogni volta che ci vedremo, avrò sempre i capelli spettinati. Tuttavia, non dubitare che io stia vivendo il momento più felice della mia vita. È la legge della vita:sarà sempre più spettinata la donna che scelga il primo vagoncino sulle montagne russe di quella che scelga di non salire… Può essere che mi senta tentata di essere una donna impeccabile, pettinata ed elegante dentro e fuori. Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, compra, corri, dimagrisci, mangia bene, cammina dritta, sii seria … Ecco la raccomandazione a tutte le donne: Abbandonati, Mangia le cose più buone, Bacia, Abbraccia, Balla, Innamorati, Rilassati, Viaggia, Salta. Vai a dormire tardi, Alzati presto, Corri, Vola, Canta, Fatti bella. Mettiti comoda,Ammira il paesaggio. Goditela e, soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!! Il peggio che può succederti è che, sorridendo di fronte allo specchio, tu debba pettinarti di nuovo!

Pubblicato in Absolute beginner, Donne, Le cose più belle della vita, zingarate | 12 commenti

Quelle come me

Immagine

Quelle come me sono capaci di grandi amori e
grandi collere,grandi litigi,grandi pianti e
grandi perdoni.
Quelle come me non tradiscono mai,
quelle come me hanno valori incastrati
nella testa
come fossero pezzi di un puzzle,
dove ogni
singolo pezzo ha il suo incastro e lì
deve andare.
Niente per loro è sottotono, niente è
superficiale o
scontato, non le amiche,non la
famiglia, non gli
amori che hanno voluto, che hanno
cercato,e
difeso e sopportato.
Quelle come me regalano sogni, anche
a costo di
rimanerne prive…
Quelle come me donano l’anima,
perché un’anima da sola, è come una goccia d’acqua nel
deserto.
Quelle come me tendono la mano
ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il
rischio
di cadere a loro volta…
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre
qualche passo indietro…
Quelle come me cercano un senso
all’esistere e,
quando lo trovano, tentano d’insegnarlo
a chi sta solo sopravvivendo…
Quelle come me quando amano,
amano per sempre…
e quando smettono d’amare è solo
perché
piccoli frammenti di essere giacciono
inermi nelle mani della vita…
Quelle come me inseguono un sogno…
quello di essere amate per ciò che si vorrebbe fossero…
Quelle come me girano il mondo
alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio
dell’anima…
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di
nuovo…
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda
con le lacrime…
Quelle come me sono quelle cui tu
riesci
sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare,
senza chiederti nulla…
Quelle come me amano troppo, pur
sapendo che,
in cambio, non riceveranno altro che
briciole…
Quelle come me si cibano di quel poco
e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza…
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno
davvero…
Quelle come me sono quelle che,
nell’autunno della vita,
rimpiangerai per tutto ciò che
avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto.( Alda Merini)

Solo tu Michela potevi ricordati di me attraverso Alda e questa sua meraviglia. Tu l’hai dedicata a me ed io la dedico a te , dall’Italia all’ Inghilterra con amore. Ti penso e ti aspetto. Grazie, si, siamo noi.

Pubblicato in Donne, Italia mia, Mondo, Poesia, Ricordi, Uomini | 4 commenti

Buon compleanno

Anno dopo anno inesorabile arriva. Per carità ho visto di peggio, ma perché  proprio in mezzo, tra natale e capodanno? Ancor più di costringe a fare bilanci, a guardare ciò che hai lasciato durante l’anno che se ne sta andando, e pensare a quello che necessariamente ti troverai a fare. Inevitabilmente. Quante persone dovrei ringraziare, quante altre dimenticare, ma non voglio. Ho deciso che terrò tutto cosi , in quello scrigno dei segreti che mi è stato regalato a natale. Il custode dei miei pensieri . Pure per gli auguri. Aspetto qualche attimo ancora….

Pubblicato in Absolute beginner, Donne, epifania, Futuro, I dolori del giovane Werther, Senza categoria, zingarate | 12 commenti

Tre giorni a Natale

Ancora Natale. Passata l’ansia mayalesca per chi l’ha avuta eh, io no io.
E’ arrivato il 22 dicembre, tre giorni a Natale e come ogni anno una irragionevole contentezza mi assale. Tutti stanchi, incazzati neri, facce nere all’orrizzonte ed io invece, beota, ad aspettare quel giorno come il giorno più bello. Mi piace l’attesa, il susseguirsi delle ore che anticipano la Festa. Per farci che? Nulla. Le cose più banali di questa parte del mondo. Un arrosto che cuoce in forno, con buona pace dei vegetariani, il sorriso dei miei nipoti, le chiacchere di mia mamma immobilizzata dal gesso e gli auguri degli amici. Troppo poco? Per me è tantissimo, un regalo, il più bello.

Pubblicato in epifania, Le quattro stagioni, Senza categoria | 6 commenti

Lorenza

Certo che in questo luogo ameno se ne possono fare di incontri.Alcune volte interessanti, altre volte un pò meno… ma da sempre ho pensato che qui, nel non luogo, ognuno cerca di mostrare la parte migliore di se, oppure la peggiore, quella puzzolente, ma poche, pochissime volte, quella reale. Diciamo che l’essere verosimili caratterizza il più dei frequentatori dell’universo mondo virtuale. Pure io sto dentro in questo circo, mi nascondo ai più per fare quello che normalmente non mi è possibile fare: giocare con le parole. Probabilmente un misto di timidezza e desiderio di anonimato fa si che non si voglia raccontare di se stessi. Magari si considera il proprio quotidiano talmente anonimo e poco interessante da crearsi una sub vita parallela, magari fatta solo di parole. Perche no?
Animata da tutte queste pseudo incertezze navigo in questo mare e spesso mi soffermo in porti che a me piacciono, porti sicuri che aiutano la mia ricerca e che, a volte, fanno viaggiare a ritroso.
Una canzone, basta solo una canzone per far scattare la molla dei ricordi. Poi qualcuno ti dice pure “parlami di Lorenza” et voilà: gioco fatto.
Parlare di Lorenza è come scavare dentro alla propria giovinezza, ai dolori, alle speranze vane e ai sogni perduti lasciati lungo la strada, alcune volte travolti dal destino che non perdona, specialmente se quel destino è rappresentato dal Tristo Mietitore.
Lorenza ad un certo punto ha deciso che non poteva più vivere ed ossessivamente, ha iniziato a cercare la maniera per realizzare il suo progetto.
Ho rimosso il momento preciso in cui ci siamo conosciute, pure come, non lo ricordo…
Allora abitavo al Sereno, quel coacervo pulsante di viavai di studenti arrivati da ognidove,lì ci siamo conosciute, tra volantini delle brigate rosse e prima linea, occupazioni autonome e tentativi di studio. Io giovanissima autoctona , lei abruzzese altrettanto inesperta: ci siamo riconosciute pur essendo molto diverse. Ma si sa: a vent’anni non esiste differenza se non negli occhi di chi guarda.
Lorenza non si poteva definire bella, nel senso comune del termine, ma aveva un suo perchè e poi si fregava tutti i ragazzi che pure a me piacevano. Probabilmente era più libera, certe cose si sentono, ma mai mai mai, ho provato gelosia nei suoi confronti. La stramaledivo, questo si, poi tutto tornava come prima, come sempre. Come ad esempio l’abitudine di dormire assieme, e farmi raccontare le cose più strane o buffe che le erano accadute. Con la sua voce un pò stridula, il dilungarsi del racconto era un sonnifero eccellente. Era un rito ormai “mi fermo a dormire qui cocchi, così ti racconto di quella volta….” e molteplici erano i racconti. Sentendo già da allora che la sua anima era assetata,aveva scelto psicologia come facoltà , ma capiva che questo non bastava per avere risposte , per riempire i vuoti, per dirimere i nodi della sua esistenza. Decide quindi di consultare privatamente quello che era definito l’enfant prodige di facoltà, il miracolo che l’avrebbe salvata dalle tenebre della sua mente. Ma a lei non bastava, usava tutti i modi per distruggersi e quindi al secondo appuntamento, entrando nello studio dell’enfant, le sembra di intravedere il luminare mentre chiude un manuale di psicologia. Pensando che si stesse consultando sul suo difficilissimo caso, lo prende a male parole e urlando come un’aquila,dopo avergli tirato il famoso manuale in faccia, insulta tutta la sua parentela fino al terzo grado.
Ogni volta aggiungeva o tagliava dal racconto o forse era solo il sonno che inevitabilmente sopraggiungeva…
Gli anni poi hanno scavato, goccia dopo goccia, e quelle che erano semplice bizzarie da ragazza eccentrica presto diventarono vere e proprie manie. Troppe ne aveva,piccola Lorenzina, ed io ad un certo punto, dopo che mi ero trovata coinvolta mio malgrado nell’ennesima “questione” l’ho mollata. Non riuscivo a perdonarle il suo essere malata, non riuscivo a capire come una persona intelligente, sensibile, unica, potesse essere corrotta da quel tarlo maledetto che le sconvolgeva la mente. Inutili tutti i miei tentativi per farla ragionare. Ore e ore, giornate intere a tentare di smontare sballati teoremi così radicati e visionari da far impallidire Freud.

Ti ricordi quanto ti piaceva questa canzone Lorenza? Dove sei ti arriva la musica? Senti i suoni, le voci , i pensieri? I ricordi si, ne sono certa allora credo starai ancora a guardare quel film che tanto ti piacque, talmente tanto da vederlo più volte ancora…
Scusa Lorenza, perdonami se quando hai deciso definitivamdente io non c’ero.

Pubblicato in Donne, I dolori del giovane Werther, Ricordi | Lascia un commento

Se

http://youtu.be/e2G8EWy-plM

Se avessi visto, non solo guardato

Se avessi amato, non banalmente volere essere amata

Se ti avessi creduto, solo per un istante, un atomo di secondo

Se avessi imparato il linguaggio delle nuvole e subito dimenticato

Se avessi compreso senza giudizio

Se potessi sentire il tuo stesso battito del cuore ogni volta che mi baci

Se avessi potuto parlare con te senza un nodo alla gola

Se se se…

Pubblicato in I dolori del giovane Werther, Le cose più belle della vita, Poesia, Ricordi | 15 commenti

Rifiuto Solido Urbano

Accompagnare mia mamma al cimitero è sempre un’esperienza umana. La considero il mio personale fioretto che dovrebbe aprirmi le porte del Paradiso. Mi immagino San Pietro, con il suo mazzo di chiavi e lo sguardo accigliato, che vedendomi arrivare chiede “quale buona azione hai compiuto per meritarti cotanta fortuna?” ed io intimorita da quest’uomo grande e grosso tirerei subito fuori il mio pezzo da novanta: visita cimiteriale assistita. Anche oggi, partita con tutte le buone intenzioni, ho dovuto fare fede a questo antico patto con me stessa. Ad ogni tomba visitata una recriminazione che, piano piano tendeva a far vacillare ogni vana promessa … Facezie umane cara mamma, solo facezie umane, tutti  finiremo qua, e quando saremo responsabilmente ecocompatibili sai che ce ne importerà della tomba ben tenuta o dei fiori appassiti. Parole al vento da disperdere come cenere… semplicemente spazzatura cosmica.

Ho sempre detestato le classificazioni, così come chi pensa di divertire facendole. Poi se queste vengono usate per descrivere  persone mi scoraggio, penso a quanti stronzi (francesismo) ci siano in giro. Questo sembra il mondo degli eletti, i perfetti, quelli che non sbagliano mai, narcisi da far paura ma nonostante questo mai mi sognerei di dare dello scarto umano ad un mio simile. Fosse solo per il fatto che mi ci potrei vedere in quel lerciume. Tutto questo cercavo di spiegare a Sissi mentre mi raccontava una storia complicata, una di quelle da starci ore ed io avevo mia mamma da portare al cimitero. Sissi non posso , lo so sei stata ferita, ancor più ti ha ferita lui al quale volevi dare un pò, piccole briciole, di fiducia.La tua abilità nel puntare e nel barare non ha fallito. Hai giocato sporco, perdendo, ma sei riuscita a vedere. Ciò che volevi l’hai ottenuto. Bruttissimo vizio capitale: cercare l’anima dove al massimo puoi trovare Eau Sauvage di Dior. Magari feromoni, magari.

Pubblicato in Donne, Futuro, Gnanca Omo (gna' omo), I dolori del giovane Werther, Mondo, Ricordi, Uomini | 2 commenti

Bruceeeeeeeee the boss

Springsteen a Padova il primo giugno I biglietti per il Boss tra 55 a 95 euro Unica data veneta all’Euganeo. Via alla prevendita on line dalle 10 del 7 dicembre: si potranno acquistare al massimo quattro ticket a testa Bruce Springsteen allo Stadio Euganeo di Padova sabato primo giugno 2013. Non serve neppure infiorettarla più di tanto una notizia come questa: il Boss e la sua fedelissima E Street Band arriverà per la prima volta nella sua storia di rock and roll, nella Città del Santo (dal Veneto manca dal 2006, dal concerto all’Arena di Verona per il tour legato a The Seeger Sessions). Alla fine The Boss si è deciso di ritornare in Italia per una nuova tranche del suo «Wrecking ball tour», optando fortunatamente per il poker di tappe nel nostro Paese: se avesse scelto di farne una in meno, la data padovana sarebbe stata messa seriamente in forse. Una decisione mossa anche dalla risposta incredibile dei fan italiani di quest’estate che ne hanno applaudito tre performance straordinarie a Milano, Firenze e Trieste, che hanno radunato oltre 130mila persone. I biglietti per il concerto di Padova del primo giugno, organizzato come sempre dalla Barley Arts di Claudio Trotta, saranno resi disponibili il sette dicembre nel circuito Ticketone (dalle 10 sul sito Ticketone.it e dalle 16 nei punti vendita sul territorio). Dal 10 dicembre poi saranno abilitati anche i punti vendita dei circuiti locali (elenco completo consultabile sul sito barleyarts.com). I biglietti per il primo giugno avranno questi costi (escluse prevendite): 95 euro per il primo anello numerato tribuna Est e Ovest, 85 euro per il primo anello tribuna Fattori non numerato, 75 euro per il secondo anello gradinata Est e Ovest non numerato, e 55 sia per il prato posto unico che per la curva non numerata. Sarà consentito l’acquisto di 4 biglietti al massimo per ogni transazione. Sicuramente i fan del Nord Est (ma anche quelli del Centro Italia e dagli stati confinanti) arriveranno in massa a Padova per applaudire, Bruce Springsteen e The E Street Band al gran completo, ovvero Roy Bittan, piano, Nils Lofgren, chitarre ritmica e solista, Garry Tallent, basso, Steven Van Zandt, chitarre, Max Weinb

Pubblicato in Le cose più belle della vita, Mondo, Poesia, zingarate | 2 commenti

Mille anni ancora

Pubblicato in Le cose più belle della vita | 3 commenti

Cercando Godot

Ancora ben non ho capito cosa mi abbia avvicinato alla poesia, ad alcuni autori in special modo. Non certo i miei percorsi scolastici, sicuramente quelli personali. Ricordo perfettamente quando, assolutamente per caso, mi trovai in mano un libro di Salvatore Quasimodo. Mi scoppiò in testa: un amore improvviso ed assoluto mi assalì. Pure ora, dopo tantissimi anni, nei miei momenti più intimi e solitari cerco quel libro, ormai ingiallito, e mi perdo dentro le sue pagine. L’incontro con Alda Merini è capitato perchè il destino l’ha voluto. Lì, tra gli scaffali di poesia da  Feltrinelli, sporgeva questo volume con un titolo che non poteva passare inosservato. Ballate non pagate fu una rivelazione. Da allora ho continuato a leggere tutto di Alda e ancora oggi non mi perdono di non avere avuto coraggio, mio peccato originale, di essere troppo timida, di non essermi sentita all’altezza per prendere un treno, quel treno che mi avrebbe portata da Lei. Pochi, pochissimi kilometri ci separavano.Mi avrebbe capita, ne sono certa, sarebbe bastato uno sguardo per capire ciò che spesso le parole non riescono a dare o a  dire. Solo ora l’ho capito, ora che non è più possibile. Lei, mia amica, custode di memorie sfuggite alla condizione temporale, avrebbe compreso il mio sguardo smarrito e l’amore assoluto che provavo per tutto ciò che scriveva. Lo so, ne sono certa, me l’ha detto in sogno.

Poi Patrizia Valduga , Pedro Salinas, Costantinos Kavafis e Pablo Neruda completano il mio personalissimo quadro poetico. Senza  loro non sarebbe vita, non ne varrebbe la pena, senza loro starei aspettando Godot, non lo cercherei.

E la tua veste è bianca

Piegato hai il capo e mi guardi;
e la tua veste è bianca
e un seno affiora dalla trina
sciolta sull’omero sinistro.

Mi supera la luce; trema
e tocca le tue braccia nude.

Ti rivedo. Parole
avevi chiuse e rapide‚
che mettevano cuore
nel peso d’una vita
che sapeva di circo.

Profonda la strada
su cui scendeva il vento
certe notti di marzo‚
e ci svegliava ignoti
come la prima volta.(S. Quasimodo)

 

« Padre, se scrivere è una colpa
perché Dio mi ha dato la parola
per parlare trepidi linguaggi
d’amore a chi mi ascolta?[Alda

Superba è la notte La cosa più superba è la notte  quando cadono gli ultimi spaventi  e l’anima si getta all’avventura.  Lui tace nel tuo grembo  come riassorbito dal sangue  che finalmente si colora di Dio  e tu preghi che taccia per sempre  per non sentirlo come rigoglio fisso  fin dentro le pareti. Alda.

Le osterie

A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti, dove la gente culmina nell’eccesso del canto, a me piacciono le cose bestemmiate e leggere, e i calici di vino profondi, dove la mente esulta, livello di magico pensiero. Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto malvissuto e scostante, meglio l’acre vapore del vino indenne, meglio l’ubriacatura del genio, meglio sì meglio l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite; io amo le osterie che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco, e poi nelle osterie ci sta il nome di Charles scritto a caratteri d’oro (Alda)

 

Medicamenta e altri medicamenta

Oh torna avisitarmi mio signore,

dal corpo terremoto, e dal cuore…

qui ritorna nei giorni del mio fiore

che solo assedi esigono e terrore,

fin che cammini dentro il grande amore,

senza morire come ognuno muore,

immobile e senza peso il cuore.

 

Sa sedurre la carne la parola

prepara il gesto, produce destini…

E martirio è il verso

è emergenza di sangue che cola

e s’aggruma ai confini

del suo inverso sessuato, controverso.( Patrizia Valduga)

 

La voce a te dovuta

Al di là di te ti cerco.

Non nel tuo specchio

e nella tua scrittura,

nella tua anima nemmeno.

di là,più oltre. (Pedro Salinas)

 

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea. (C. Kavafis)

Pubblicato in Poesia, Ricordi | 3 commenti