Neruda

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La notizia nella mia testa oscilla tra due sentimenti: mai avrei voluto leggerla- la si aspettava da anni.
La corte cilena ha ordinato la riesumazione dei resti del grande poeta Pablo Neruda.Lo rende noto la fondazione intitolata al premio Nobel. La richiesta era stata avanzata alla fine del 2011 dai comunisti cileni per effettuare dei test per accertare se Neruda fosse stato ucciso o si spense per un cancro alla prostata come riporta il certificato di morte, datato 23 settembre del 1973 (solo 12 giorni dopo il golpe di Augusto Pinochet). Il poeta è sepolto insieme alla moglie Matilde a Isla Negra a 100 km ad ovest da Santiago.
La decisione del giudice Mario Carroza dopo l’accusa dell’autista del premio Nobel secondo la quale il poeta fu assassinato dagli uomini del dittatore con un’iniezione letale mentre era ricoverato in una clinica di Santiago.(da Repubblica)

Quando ho iniziato a leggere Neruda? Il ricordo si perde nella notte dei tempi… eppure so perfettamente quale sia stato il mio primo libro acquistato, i primi libri di poesie scelti e quelli che mi hanno scelta. Di Neruda non ricordo nulla. Come se sempre fosse stato con me, se avessi avuta la sua prosa dentro ma rimanerne lo stesso incantata ogni qualvolta mi ritrovi ad aprirne una pagina. Dopo aver letto questa notizia mi sono avvicinata alla libreria ed ho preso, uno ad uno, tutti i libri di Neruda. Non ne posseggo chissà quanti in realtà, ma credo di avere il meglio: per me ovviamente. Il mio preferito rimane ” I versi del capitano”. Certo che si contende il primato con “Poesie d’amore e di vita” e “Todo el amor”, ma I versi del capitano racchiude la sua grande storia d’amore con Matilde Urrutia,amore sbocciato a Capri durante l’esilio del Poeta nell’isola.Attraverso questo libro, rimasto anonimo per non ferire la donna alla quale era legato, segna il passaggio di Neruda verso la rivendicazione del racconto della sua vita intima.”Pido permiso para nacer” disse e con questo iniziò il suo canto verso l’amore senza fine. Da qui probabilmente nasce il Neruda spirituale , quello che più amo, il più suggestivo , delicato, indimenticabile. Mi piace pensare che sia stata lei, Matilde, a suggerire il coraggio di Essere a colui che ora è Immortale.

La regina

Io ti ho nominata regina.
Ve n’è di più alte di te, di più alte.
Ve n’è di più pure di te, di più pure.
Ve n’è di più belle di te, di più belle.

Ma tu sei la regina.

Quando vai per le strade
nessuno ti riconosce.
Nessuno vede la tua corona di cristallo, nessuno guarda
il tappeto d’oro rosso
che calpesti dove passi,
il tappeto che non esiste.

E quando t’affacci
tutti i fiumi risuonano
nel mio corpo, scuotono
il cielo le campane,
e un inno empie il mondo.

Tu sola ed io,
tu sola ed io, amor mio,
lo udiamo.

Se tu mi dimentichi

Voglio tu sappia una cosa:
Tu sai come e’ questo:
se guardo
la luna di cristallo,il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te;
come se cio’ che esiste,
aromi,luce,metalli,fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che mi attendono.

Orbene ,
se a poco a poco cessi di amarmi
cessero’ di amarti poco a poco:
Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
che gia’ ti avro’ dimenticata:
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
levero’ in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile:
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi,amore mio,ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne ne’ si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore,amata,
e finche’ tu vivrai stara’tra le tue braccia
senza uscir dalle mie.

Sete di te

Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

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4 risposte a Neruda

  1. vincenza63 ha detto:

    versi davvero meravigliosi

  2. fausta68 ha detto:

    Che grande poeta, che grande uomo!

  3. ceglieterrestre ha detto:

    Grande!! ‘N grosso abbraccico baciotto 😉

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